Come utilizzare le etichette personalizzate per avere successo su Google Shopping

Le etichette personalizzate sono un valido strumento per ottimizzare ulteriormente i feed di Shopping e sfruttarli al meglio. Pur non essendo degli attributi obbligatori, le etichette personalizzate sono altamente consigliate; è possibile sceglierne fino a 5 e impostarne a piacimento il contenuto.

 

Esaminiamo nel dettaglio cosa sono le etichette personalizzate e come sfruttarne al massimo le potenzialità.


custom_label_organization 1 (1)

 


Etichette personalizzate: i principi di base

 

L'utilizzo delle etichette personalizzate ti consente di segmentare i prodotti sulla base di criteri a tua scelta. In questo capitolo ne presenteremo le caratteristiche generali e, successivamente, alcuni esempi specifici e casi di utilizzo reali.

 

Con gli annunci di testo Google puoi fare offerte per parole chiave specifiche, ma ciò non è possibile nel caso degli annunci Shopping. Ecco perché risorse come le parole chiave a corrispondenza inversa e le etichette personalizzate sono tra gli strumenti più importanti per tenere sotto controllo la spesa pubblicitaria.

 

Sei alle prime armi con Google Shopping? Ecco alcune informazioni utili.

I feed dei prodotti sono file che possono avere formati diversi, come XML, CSV, TXT e altri. Contengono tutti i dati relativi agli articoli, e vengono utilizzati per fornire tali informazioni a Google in modo organizzato.

 

Ecco un esempio di feed di prodotti in un foglio di lavoro Google:

 

product_feed_custom_label_spreadsheet_example-1 

Talvolta il funzionamento degli attributi e dei campi del feed non è di semplice comprensione; pertanto, per le finalità di questa guida, considereremo il feed di prodotti come un semplice foglio di calcolo contenente l'elenco degli articoli presenti nel tuo catalogo.

 

In ciascuna riga è riportato uno specifico articolo, mentre le colonne ne contengono i relativi attributi come ID prodotto, titolo, descrizione, prezzo, disponibilità e via dicendo. Supponiamo di inserire l'attributo ID nella prima colonna del foglio, ovvero la colonna A; si procede poi immettendo il titolo nella colonna B, la descrizione nella colonna C, e così via.

 

Su Google Shopping alcune colonne (chiamate anche attributi, campi o dati di prodotto) sono obbligatorie, mentre altre sono facoltative. (Clicca qui per consultare maggiori informazioni sugli attributi obbligatori e facoltativi).

 

Ottimizzando questi dati con uno strumento come DataFeedWatch, poni le basi per il successo delle tue campagne fornendo a Google le informazioni che richiede in un formato di semplice elaborazione.

 

Cosa sono le etichette personalizzate?

Google Shopping consente di creare gruppi di prodotti. È possibile basarli sui seguenti attributi:

  • Categoria
  • Etichette personalizzate
  • Categoria interna del venditore
  • ID articolo
  • Condizione
  • Marca
  • Canale
  • Esclusività del canale

Se avessi la necessità di suddividere i prodotti in base a un altro attributo, le etichette personalizzate ti permettono di creare gruppi specifici in base a specifiche condizioni di tua scelta.

 

Le etichette personalizzate non sono un attributo obbligatorio per l'approvazione del feed dei prodotti; tuttavia rappresentano la chiave che ti permetterà di accedere alla segmentazione dei prodotti per le tue campagne.

 

Puoi aggiungere fino a 5 etichette personalizzate al feed di prodotti, con una numerazione che va da 0 a 4. Di seguito è riportato un esempio di utilizzo delle etichette personalizzate, corredate di possibili definizioni e valori:

 

custom_labels

 

Grazie alle etichette personalizzate puoi segmentare i prodotti per beneficiare di una maggiore libertà nelle offerte.

 

L'aggiunta di questi valori a ogni singolo articolo ti consente di segmentare le offerte all'interno delle campagne Shopping.

 

Mentre gli altri attributi del feed sono legati a un prodotto specifico e devono sempre corrispondere a quelli presenti sul sito web dell'inserzionista, le etichette personalizzate possono contenere ogni genere di informazione e cambiare all'occorrenza in qualsiasi momento.

 

I loro valori, infatti, sono presenti solamente nell'account Google Ads e in nessun altro luogo.

 

Ricapitolando, puoi utilizzare le etichette personalizzate nel feed di dati per:

  • Segmentare i prodotti
  • Avere un maggiore controllo sulle offerte
  • Mantenere elevata la competitività
  • Condurre esperimenti
  • Mettere in evidenza i prodotti in offerta
  • ...e molto altro!

Parleremo nel dettaglio di tutte queste attività più avanti.

 

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Come creare le etichette personalizzate

 

Illustriamo prima di tutto i due metodi principali per aggiungere le etichette personalizzate al feed dei prodotti.

 

Uso di un valore statico con DataFeedWatch

Mappando questa regola è possibile estrapolare una parola specifica da qualsiasi attributo dei prodotti e utilizzarla per compilare la colonna relativa all'etichetta personalizzata. Nell'esempio seguente, la regola cerca tutti i prodotti in cui la parola "shirt" appare nel titolo (o nella descrizione) e compila con questo termine una colonna dell'etichetta personalizzata. In questo modo è possibile aggregare tutte le camicie in un gruppo di prodotti per Google Ads.

 

shirt

 

Per le stagioni o altri attributi per i quali non è disponibile un apposito campo:

 

season

 

Per il margine basato sul prezzo:

 

high_medium_margin

 

Per quanto riguarda i prodotti più venduti, puoi etichettare come bestseller dei singoli articoli mappandoli dall'ID prodotto:

 

top_seller

 

In alternativa, se disponi di una lista di prodotti più venduti, puoi semplicemente caricarli su DataFeedWatch e utilizzare la funzione "is in list":

 

top_seller_2

 

Feed supplementari

 

Se non utilizzi uno strumento di gestione dei feed, puoi ricorrere a un feed supplementare per creare le etichette personalizzate nel feed dei prodotti.

supplemental_custom_label_feed

Il modo più semplice per configurarle consiste nel creare un nuovo foglio di lavoro Google, inserendo nella prima colonna l'ID prodotto e in quelle successive le etichette che desideri utilizzare. Potrai quindi caricare il file su Google Merchant Center.

 

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Le applicazioni pratiche delle etichette personalizzate

 

Ora che conosci le etichette personalizzate e le modalità per crearle, vediamo come puoi utilizzarle nelle campagne Shopping. In precedenza abbiamo accennato al fatto che le etichette personalizzate ti consentono di avere un maggiore controllo sulla spesa pubblicitaria. Ma quali sono le loro specifiche applicazioni?

Tra i principali vantaggi ricordiamo la possibilità di apportare velocemente dei cambiamenti su ampia scala, ad esempio escludendo determinati articoli stagionali.

 

Utilizzi generali

Probabilmente l'applicazione pratica più importante delle etichette personalizzate consiste nella segmentazione delle campagne Shopping per l'ottimizzazione. Passeremo in rassegna i 6 utilizzi più comuni ma, come avrai modo di appurare, in sostanza potrai utilizzarle per qualsiasi finalità desideri.

 

Saldi, liquidazioni e promozioni

Supponiamo che tu voglia superare la concorrenza e avere la certezza che, grazie ai prezzi scontati, i tuoi prodotti siano sempre un gradino sopra rispetto a quelli di altri venditori, con un conseguente aumento delle vendite. In questo caso puoi segmentare gli articoli desiderati e fare offerte più alte per questi prodotti, in modo che siano visti da un maggior numero di potenziali acquirenti.

 

Puoi fare lo stesso per gli articoli in liquidazione che vuoi vendere rapidamente, oppure sfruttare questa strategia come tramite per consentire agli acquirenti di trovare altri prodotti del tuo negozio. Aggiungi a tutto questo un'offerta conveniente sulle spedizioni, e le vendite non tarderanno ad arrivare.

 

Prezzo di vendita

I tuoi articoli di fascia alta generano il maggior numero di clic in assoluto? Oppure la frazione più consistente del traffico proveniente dagli annunci deriva dai prodotti con prezzo medio-basso? Se noti delle correlazioni nette di questo tipo puoi impostare un'etichetta personalizzata sulla base del prezzo di vendita, allo scopo di segmentare e fare offerte specifiche su tali articoli.

 

Prodotti redditizi vs. non redditizi

Investire il proprio budget pubblicitario per promuovere articoli che non generano vendite equivale a gettare soldi al vento. Per non commettere questo errore, utilizza le etichette personalizzate per separare i prodotti che generano profitti da quelli non redditizi.

 

Rendimenti

Inevitabilmente nel tuo catalogo ci saranno dei prodotti caratterizzati da rendimenti migliori rispetto ad altri. Puoi inserirli in un apposito gruppo, in modo da aumentare le offerte per questi prodotti. Accertati solo che il costo per la pubblicizzazione di questi articoli non sia maggiore del profitto che generano.

 

Vale anche la pena di esaminare questi prodotti per appurare se il loro rendimento più elevato è dovuto a particolari aspetti che li distinguono dagli altri. Puoi crearne un elenco per effettuare successivamente dei test A/B (ne parleremo più avanti).

 

Prodotti stagionali

Non ha alcun senso spendere denaro per pubblicizzare dei costumi da bagno a metà dicembre (alle nostre latitudini, naturalmente). Se nel tuo catalogo sono presenti molti articoli stagionali di questo tipo, farai meglio a segmentarli: in questo modo, potrai escluderli facilmente o ridurre il relativo budget pubblicitario quando è improbabile che le vendite siano consistenti.

 

Spedizione

Gli acquirenti AMANO le spedizioni gratuite e le offerte convenienti sulle consegne a domicilio. Se offri diversi metodi di spedizione (ad esempio gratis, dropshipping, standard), puoi suddividerli per tipologia e promuoverli in modo differenziato.

 

...o qualsiasi altra applicazione

Puoi utilizzare le etichette personalizzate per ogni tipo di categorizzazione (o quasi) tu abbia in mente. Ecco qualche altro esempio:

  • Sesso
  • Taglia
  • Vacanze
  • Prodotto
  • Categoria
  • Marche aziendali
  • ...e molto altro!

 

Una nota sulle offerte

All'atto pratico, se desideri che un prodotto sia visibile con maggiore frequenza, puoi aumentare l'offerta; se invece vuoi ottenere l'effetto contrario, riduci l'offerta per quel particolare segmento. Come sempre, tieni sotto controllo i dati analitici per esaminare i rendimenti dei prodotti e pianificare la migliore strategia possibile.

 

Esempi specifici

Approfondiamo nel dettaglio alcuni scenari realistici in cui potresti ritrovarti.

 

Fai offerte più aggressive sui prodotti bestseller e stagionali

Negli e-commerce di grandi dimensioni è probabile che solo una frazione relativamente limitata del catalogo sia a tutti gli effetti pertinente in un determinato periodo dell'anno. Ad esempio, nel caso di un negozio online di libri, la maggior parte delle vendite potrebbe essere legata soprattutto ai libri più di tendenza della stagione.

 

Poiché il tempo a propria disposizione è limitato, ed è impensabile ottimizzare tutte le migliaia di prodotti presenti nel feed, dare la priorità solo ai libri più in voga è una scelta decisamente sensata. Inizia quindi con la creazione di un rapporto sui prodotti più venduti della settimana e inseriscili in un Foglio Google.

 

A questo punto aggiungi una colonna, chiamata ad esempio "segmento", compilandola con il valore "Bestseller". Puoi caricare questo Foglio Google come feed supplementare su Merchant Center, accertandoti sempre che gli ID prodotto che hai inserito nel file corrispondano a quelli nel feed principale.

 

Ora utilizza la regola "set to" per impostare custom_label_0 [etichetta_personalizzata_0] nel feed principale, in modo che sia uguale all'attributo "segmento" nel feed supplementare. Di seguito è riportato un esempio di come potrebbe apparire il feed supplementare:

 

id_segment

 

Troverai quindi i valori dell'etichetta personalizzata nell'account Google Ads. Da lì potrai creare almeno due gruppi di prodotti: uno contenente tutti i prodotti con custom_label_0 uguale a "Bestseller", e l'altro contenente il resto del catalogo.

 

custom_labels_product_groups_subdivision_adwords

 

Inoltre, utilizzando le formule dei Fogli Google, puoi modificare in modo dinamico i valori delle etichette personalizzate. Ad esempio, non appena le vendite di un prodotto calano, il valore può cambiare automaticamente da "Bestseller" a "Bassa priorità".

 

Puoi anche suddividere i segmenti dei prodotti in campagne diverse, anziché solo i gruppi di prodotti.

 

In questo modo puoi allocare budget diversi e non solo offerte. Questa soluzione si rivela particolarmente utile quando ti affidi a strategie di offerta automatica come ROAS target o Massimizza i clic, che non consentono di impostare offerte manuali.

 

Aumenta la competitività sui prodotti ad alto valore/alto margine

Puoi ricorrere alla stessa strategia (ovvero feed supplementari + etichette personalizzate) per segmentare i prodotti in base al loro valore strategico, che può essere rappresentato dal margine o dal prezzo.

 

Anche in questo caso puoi fare offerte più aggressive sui prodotti di maggior valore, oppure inserirli in una campagna a sé stante a cui assegnare un budget più elevato. Puoi anche creare diversi segmenti solo in base al prezzo del prodotto.

 

Ad esempio puoi aggregare tutti gli articoli con un prezzo inferiore a 5 €, quelli tra 5 e 15 €, tra 15 e 30 €, e così via. Anche se non avessi ancora definito quale strategia di offerta adottare, questi segmenti potranno comunque fornirti informazioni utili su come si comportano i prodotti in modo aggregato.

 

Sulla base di queste informazioni, successivamente potrai impostare le tue offerte in modo ottimale.

 

Riduci la competitività sui prodotti con attributi mancanti o errati

A volte può capitare che i feed generati dagli sviluppatori non siano accurati al 100%. Alcuni prodotti potrebbero essere privi di descrizione, che è altamente consigliata ma non obbligatoria. Altri invece potrebbero essere corredati solo di un'immagine segnaposto che non ritrae l'articolo, poiché non è stato possibile reperire quella effettiva.

 

Nei feed di grandi dimensioni abbondano le imprecisioni di questo tipo e, sebbene sia possibile ricorrere ai feed supplementari per risolvere alcuni di questi problemi, è improbabile riuscire a eliminarli tutti.

 

Di conseguenza sarà meglio escludere i prodotti con attributi mancanti, o perlomeno impostare un'offerta bassa per tali articoli: questo perché, fondamentalmente, appaiono mediocri rispetto a quelli della concorrenza. Puoi andare alla scheda Diagnostica dell'account Google Merchant Center e scaricare l'elenco completo dei prodotti che presentano problemi con gli attributi.

 

Dopo averli aggiunti a un feed supplementare, crea una colonna che utilizzerai per compilare l'attributo di un'etichetta personalizzata nel feed principale. Potrai farlo attraverso la suddetta regola del feed "set to".

 

merchant_center_flagged_products

 

Naturalmente, prima di iniziare a usare le etichette personalizzate, occorre stabilire come organizzarle. Puoi utilizzare una tabella come quella riportata di seguito per definire gli obiettivi e i valori che meglio si adattano alle tue esigenze specifiche.

 

Ecco un esempio basato sui casi discussi in precedenza:

 

Etichetta personalizzata

Obiettivo

Valori

0

Più venduti

Vendite elevate, vendite scarse

1

Assorbi-budget

Entrate elevate, entrate basse

2

Successo passeggero

Nuovo, liquidazione, offerta

3

Profitto

Margine elevato, margine basso

4

Stagione

Natale, Pasqua, inverno

 

Monitora il rendimento a livello di gruppi di prodotti

Dopo aver segmentato gli articoli, potrai visualizzare i rapporti e le metriche a livello di gruppi di prodotti. La creazione di diversi gruppi permette infatti di consultare una panoramica generale dei rendimenti.

 

Sebbene la reportistica a livello di prodotto sia disponibile su Google Ads nella scheda "Prodotti", non si tratta certamente di uno strumento di semplice consultazione per le grandi aziende di e-commerce che dispongono di feed enormi. Al contrario, i rapporti a livello di gruppi di prodotti sono molto più approfonditi e semplici da analizzare.

 

Conduci esperimenti

Attraverso la reportistica a livello di gruppi di prodotti è possibile testare il rendimento di un segmento rispetto a un altro.

 

Può darsi che, ad esempio, tu voglia sapere in che modo i costi di spedizione influenzano il tasso di conversione. Per farlo dovrai creare un primo gruppo di prodotti che include tutti gli articoli spediti a un prezzo X, e un secondo gruppo di prodotti per i quali le spese di spedizione sono Y; dopodiché, potrai confrontarne i rendimenti.

 

Come fare a segmentare i prodotti in questo modo? Semplice: compilando la colonna di un'etichetta personalizzata in base al costo di spedizione dei prodotti.

 

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6 esperti di Google Shopping condividono le proprie strategie di utilizzo preferite delle etichette personalizzate

 

gobinesan_rajaratnam

 

Una delle mie etichette personalizzate preferite per Google Shopping è <Nome del prodotto>.

Strano, ma vero: nell'interfaccia di Google è possibile suddividere i prodotti per marca, categoria, canale, ID articolo e così via, eppure non è disponibile effettuare la suddivisione in base al titolo o al nome del prodotto. (Vedi screenshot 1.)

 

Ecco quindi un semplice trucco per suddividere i nomi dei prodotti (titoli) nell'interfaccia di Google, utilizzando le etichette personalizzate e le regole del feed.

 

Per farlo, innanzitutto dovrai apportare una piccola modifica su Merchant Center: utilizzando le regole del feed, imposta l'Etichetta personalizzata 0 in modo che sia uguale al titolo. (Vedi screenshot 2.)

 

Così facendo, assegnerai all'Etichetta personalizzata 0 un valore dal feed esistente che, in questo caso, è il titolo del prodotto. Dopodiché vai sull'interfaccia di Google Ads ed effettua la suddivisione in base all'Etichetta personalizzata 0: visualizzerai così i nomi dei prodotti invece che, ad esempio, l'ID articolo.

 

Limitazioni: ricorda che le etichette personalizzate sono limitate a 1.000 valori univoci. Di conseguenza, è possibile utilizzare questo approccio con successo solo per gli account con meno di 1.000 prodotti.

 

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Prodotti suddivisi per ID articolo vs. prodotti suddivisi per titolo.

 

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Ecco un'altra delle mie etichette personalizzate preferite: le fasce di prezzo.

 

La segmentazione (o il raggruppamento) per fasce di prezzo è una strategia classica e rappresenta un ottimo modo per suddividere i prodotti in base al loro valore. Questo approccio è utile anche quando i prezzi degli articoli sono caratterizzati da ampie variazioni.

 

Effettuando un raggruppamento per fasce di prezzo, potrai vedere in modo semplice e a colpo d'occhio a quale gamma di prodotti è associato il massimo valore per la tua campagna e azienda.

 

Ad esempio, un prodotto che costa 150 $ potrebbe rientrare nella fascia di prezzo "50-150 $". Hai la possibilità di impostare a piacimento le fasce di prezzo, ad esempio:

 

<50 $ | 50-150 $ | >150 $

 

Puoi creare un'etichetta personalizzata per la fascia di prezzo direttamente su Merchant Center attraverso le regole del feed o usando qualsiasi altro strumento di ottimizzazione del feed di terze parti.

 

Quello che facciamo normalmente è stabilire una condizione utilizzando le regole del feed: se il prezzo è maggiore di "XX" $, l'etichetta personalizzata viene impostata su "ProductPriceOverXX".

 

custom-labels-price-buckets

 

Ultimo, ma non meno importante: un'etichetta personalizzata per i prezzi competitivi.

 

Se i prezzi di specifici prodotti sono competitivi, perché non sfruttarli al massimo? Per alcuni dei nostri clienti utilizziamo il prezzo della concorrenza nelle etichette personalizzate: in questo modo, possiamo vedere se i prodotti del cliente sono più economici o costosi. Sulla base di queste informazioni possiamo fare offerte in modo più aggressivo sui prodotti che, in quel momento, risultano più economici rispetto a quelli della concorrenza, presupponendo che avranno rendimenti migliori ☺.

 

È possibile utilizzare diversi strumenti per acquisire i prezzi della concorrenza e visualizzarli all'interno dell'etichetta personalizzata.

 

Gobinesan Rajaratnam - Conversio ApS I LinkedIn 


 

andreas_lang

 

Per i principianti: un modo semplice per configurare le etichette personalizzate è in base al prezzo del prodotto, che spesso è un buon indicatore dei profitti.

 

Quando utilizzo un'etichetta personalizzata per i prezzi dei prodotti, di solito credo tre gruppi con prezzi bassi, medi e alti (es. 0-500 DKK, 501-1.500 DKK e >1.501 DKK).

 

Indico poi la priorità della campagna come bassa, media o alta, impostando le offerte di conseguenza.

 

Per gli esperti: oltre che per categorizzare i prodotti in base al prezzo, puoi utilizzare un'etichetta personalizzata per creare la "soluzione a 3 campagne" ottimale: generica, brand e modello/prodotto. Imposta la priorità della campagna rispettivamente come alta, media e bassa, e le offerte in ordine inverso.

 

Poi aggiungi tutti i termini correlati al brand e al modello come elementi da escludere dalla campagna generica e tutti i modelli/prodotti alla campagna relativa al brand. Sebbene preferisca utilizzare un budget condiviso per tutte e tre le campagne, questo approccio consente di fare offerte più basse per la categoria generica, superiori per il brand e massime per i modelli/prodotti.

 

È possibile utilizzare le etichette personalizzate anche per l'inventario stagionale o per vendere le rimanenze di un prodotto. Ad esempio, se in magazzino restano solo 8 pezzi di un articolo che vuoi eliminare, puoi inserirli automaticamente in una campagna con priorità più alta.

 

Andreas Lang - Search Partners I LinkedIn


 

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La principale finalità delle etichette personalizzate è la differenziazione delle offerte tra campagne Shopping e gruppi di prodotti.

 

Individuando le differenze più significative nel rendimento previsto dei prodotti, potrai modificare le offerte di conseguenza. Di seguito sono riportate alcune delle mie strategie preferite, che possono essere impostate usando DataFeedWatch.

  1. Articoli in saldo vs. articoli a prezzo pieno: dividi le campagne Shopping in due filoni per poter fare offerte più elevate sugli articoli in saldo, dal momento che il tasso di conversione dovrebbe essere maggiore. È utile farlo anche quando hai la necessità di eliminare prima le rimanenze di articoli in saldo.
  2. Fasce di margine lordo: se hai a disposizione queste informazioni puoi creare delle etichette personalizzate contenenti gli intervalli di margine lordo, espressi in termini assoluti o come percentuale delle entrate. Ciò significa che puoi dividere le campagne Shopping in diversi target CPA (se in termini assoluti) o target ROAS (se sotto forma di rapporto), a seconda della redditività.
  3. Bestseller (della stagione): creare un'etichetta per gli articoli più venduti, eventualmente anche nella stagione in corso, è una strategia di grande efficacia per fare offerte maggiori sui prodotti che hanno più probabilità di generare conversioni in quel preciso momento.

A seconda del settore commerciale, può essere richiesta una maggiore frequenza di aggiornamento dell'etichetta (ad esempio, nel caso dei libri). Lo specialista PPC che se ne occupa potrebbe non essere la persona meglio informata per prevedere quale prodotto diventerà un bestseller; perciò basare le etichette su una regola "is in list" permetterà a un altro addetto in possesso di tali informazioni di aggiornarle col passare del tempo su un foglio di lavoro condiviso.

 

Thomas Byskov Madsen - Dept I LinkedIn I Facebook 


 

brian_ahle

 

Una delle mie preferite è sicuramente l'etichetta "In offerta". Spesso vediamo che i nostri clienti, quando propongono degli articoli in offerta, sono più competitivi in termini di prezzo rispetto alla concorrenza; perciò tendiamo a concentrarci maggiormente proprio su quei prodotti.

 

Il prezzo è anche un fattore che influenza il posizionamento su Google Shopping ed è importante non lasciarsi sfuggire delle conversioni per via, ad esempio, di offerte troppo basse.

 

Fra le mie etichette preferite ci sono anche quelle stagionali, che utilizziamo in specifici periodi dell'anno: Black Friday, offerte di Natale, saldi di gennaio, alta/bassa stagione, e così via. Grazie ad esse, è di gran lunga più semplice aumentare o diminuire le offerte in determinati periodi: ad esempio, quando si avvicina l'estate, impostiamo offerte più elevate per i costumi da bagno rispetto a quanto facciamo in pieno inverno.

 

Inoltre, se deciderai di fare offerte più alte sugli articoli normalmente poco richiesti, le possibilità di venderli saranno sempre migliori durante i periodi di alta stagione. In sostanza, utilizziamo le etichette personalizzate per passare da una stagione all'altra in modo molto più semplice ed efficiente.

 

Brian Ahle - Searchmind I LinkedIn


 

thomas_jaskov

 

Dal momento che l'approccio "basato sui dati" fa parte del nostro DNA, lavoriamo sempre col maggior numero possibile di dati. Nel corso degli anni abbiamo offerto il nostro contributo a molti clienti, tra cui figurano alcune delle più grandi aziende danesi.

 

Quando operiamo sugli account Google Ads dei nostri clienti, non facciamo mai nulla che non sia basato sui dati: svolgiamo analisi approfondite su tutte le informazioni reperibili e lavoriamo attivamente con i dati dei clienti. Tra gli strumenti che utilizziamo ci sono le etichette nelle campagne Google Ads e le etichette personalizzate per le campagne Google Shopping.

 

Due delle etichette che apprezziamo di più, e che usiamo con maggiore frequenza, sono "Stagione" e "Margine". Si tratta di etichette di straordinaria utilità per quanto riguarda le nostre strategie di offerta. Se non utilizzi ancora le etichette ma desideri iniziare a farlo, scegli per prima l'etichetta "Margine", un vero e proprio must.

 

Perché le etichette "Stagione" e "Margine" sono così utili?

 

La loro utilità deriva dal fatto che è possibile definire valori come "Inverno", "Primavera", "Estate", "Autunno" (per la stagione) o "Margine basso", "Margine alto" (per il margine), in modo tale da proporre con maggiore efficacia ai clienti i prodotti giusti al momento giusto, e avere inoltre il controllo sulle offerte.

 

Se la richiesta di un prodotto rimane costante nel corso dell'anno, l'etichetta "Stagione" non è necessaria. Se pubblichi campagne Google Ads, verifica innanzitutto i dati sulle Dimensioni. La domanda subisce delle variazioni durante l'anno? In caso di risposta affermativa, consiglio di utilizzare l'etichetta "Stagione" per le campagne Google Shopping.

 

Per capire se un prodotto è a "Margine basso" oppure a "Margine alto", lavoriamo a stretto contatto con i nostri clienti poiché, di solito, sono in grado di fornirci questi dati. Si tratta di informazioni estremamente preziose per stabilire la migliore strategia di offerta, finalizzata non solo a generare il maggior numero possibile di conversioni, ma anche a garantire ai nostri clienti la massima redditività.

 

Thomas Jaskov - Jaskov Consult I LinkedIn 


 

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Da un'analisi obiettiva delle tue campagne potrebbe emergere che non tutte le vendite effettuate tramite gli annunci della rete di ricerca hanno un impatto positivo sul ROAS. Invece di concentrarti sul numero di vendite, potresti dedicare la tua attenzione all'aumento dei profitti: le etichette personalizzate sono il mezzo perfetto per adottare questo cambiamento di strategia.

 

Supponiamo che tu venda scarpe online.

 

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Nell'esempio sopra, le scarpe di prezzo medio ed elevato generano profitti, mentre quelle economiche no; queste ultime, addirittura, comportano una perdita di denaro ad ogni vendita. Segmentando i prodotti in queste 3 categorie, impedirai che ciò accada.

 

Puoi farlo in 3 passaggi:

  1. Inizia unendo il feed di origine principale con i dati sui margini. Puoi anche calcolarli direttamente nel feed, se contiene i dati relativi all'attributo costo_articolo [item_cost].
  2. Ora puoi creare delle regole per le etichette personalizzate e associarle a un margine specifico, ad esempio "margine 20-25 $".
  3. Infine, suddividi la tua campagna in base alle regole che hai appena creato.

Jacques Van Der Wilt - Linkedin | DataFeedWatch

 

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Considerazioni finali: perché questa tematica è così importante?

 

L'utilizzo delle etichette personalizzate è un modo per "dare il meglio di sé" sulla SERP e mostrare agli acquirenti i prodotti che hanno le migliori chance di generare conversioni. Ciò aumenta anche le probabilità di mostrare i tuoi articoli in prossimità dei primi risultati.

 

È opportuno inoltre ricordare che, grazie a questi dati, il sistema di apprendimento automatico di Google riuscirà a comprendere meglio a quali potenziali clienti mostrare i tuoi prodotti. Più informazioni accurate riesci a fornire, migliori saranno i risultati.

 

Cerca quindi di avvalerti il più possibile della segmentazione, anche se stai già sfruttando le strategie di offerta automatiche di Google o le campagne Shopping universali.

 

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Scritto da Matteo Bacigalupi

Matteo è un esperto Search Engine Marketer specializzato in ottimizzazione di Feed e di gestione campagne su Google Ads. Al momento occupa la posizione di Country Manager per il territorio Italiano a DataFeedWatch. Nelle sue precedenti esperienze si è occupato di gestire account “Google Ads” come strategist per un progetto di Google, ha lavorato come giornalista/editore nel periodico ElMundo.es e ha collaborato con alcune radio e riviste. Adora viaggiare solo e ama le Fender e le Les Paul.

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